La trasformazione portata dall’intelligenza artificiale nel mondo dell’editoria non riguarda solo i modelli di business o i processi produttivi, ma l’intera infrastruttura su cui si fondano identificazione dei contenuti, gestione dei diritti e valorizzazione delle opere.

È stato proprio questo il cuore dell’intervento di Giacomo D’Angelo, CEO di StreetLib e founder e CEO di Amlet, in occasione del BISG Doing Rights Right, l’evento internazionale organizzato a New York dal Book Industry Study Group e dedicato alle best practice su diritti editoriali e licensing.

Un appuntamento che ha riunito dirigenti editoriali, responsabili legali e dei diritti, agenti letterari e professionisti impegnati nella protezione e nella monetizzazione dei cataloghi editoriali.

Quando i contenuti non vengono più letti solo dagli esseri umani

Nel suo intervento, Giacomo ha posto una riflessione tanto semplice quanto cruciale: oggi una parte sempre più rilevante dei contenuti scritti non viene fruita direttamente dai lettori, ma elaborata da sistemi automatici.

Motori di ricerca, piattaforme di raccomandazione e modelli di intelligenza artificiale analizzano continuamente libri e testi per l’addestramento, il recupero delle informazioni e la generazione di risposte.

Questa nuova forma di consumo non sostituisce la lettura umana, ma si affianca ad essa creando una domanda strutturale completamente nuova.

Il problema è che l’infrastruttura digitale dell’editoria, così come contratti e sistemi di tutela del copyright, è stata progettata per un mondo in cui i contenuti erano destinati esclusivamente alle persone.

Oggi quello scenario è radicalmente cambiato.

Diritti pensati per i lettori, non per l’AI

Le leggi sul copyright, gli standard di identificazione e i modelli di licensing nascono in un contesto in cui l’uso dei contenuti era legato alla lettura, alla vendita di copie o alle licenze tradizionali.

I sistemi di intelligenza artificiale, invece, operano su scala industriale: processano enormi volumi di testi in modo continuo e automatico, molto più velocemente di quanto contratti e meccanismi di enforcement possano adattarsi.

Secondo Giacomo, è proprio qui che si apre una delle grandi sfide, ma anche opportunità, per il futuro dell’editoria: costruire un’infrastruttura capace di rendere identificabili, tracciabili e monetizzabili i contenuti anche nell’economia dell’AI.

Dall’identificazione dei contenuti alla gestione dei diritti digitali

Nel suo intervento al BISG, Giacomo ha illustrato come l’evoluzione tecnologica richieda di superare gli attuali sistemi basati esclusivamente su identificatori di prodotto come l’ISBN.

Nell’ecosistema dell’AI diventa necessario riconoscere i contenuti a livello più granulare, direttamente a partire dal testo stesso.

È in questo contesto che si inserisce l’utilizzo dell’ISCC (International Standard Content Code), uno standard che genera impronte digitali dei contenuti e consente un’identificazione interoperabile tra piattaforme, media e mercati.

Su questa base si costruisce anche la possibilità di dichiarare in modo chiaro e automatico i diritti di utilizzo per l’intelligenza artificiale, rendendoli accessibili alle piattaforme tecnologiche in forma machine-readable.

Un passaggio chiave per favorire trasparenza, conformità normativa e nuove forme di remunerazione.

Nuove opportunità nell’era dell’AI economy

Un altro tema centrale dell’intervento ha riguardato il potenziale di monetizzazione dell’uso dei contenuti da parte dei sistemi di intelligenza artificiale.

Se supportata da un’infrastruttura adeguata, questa nuova domanda può trasformarsi in una fonte di valore aggiuntiva per editori e autori, affiancandosi ai canali tradizionali di vendita e licensing.

Non si tratta di sostituire i modelli esistenti, ma di crearne di nuovi, scalabili e compatibili con la realtà tecnologica attuale.

La visione che unisce StreetLib e Amlet

Le parole di Giacomo D’Angelo al BISG Doing Rights Right si inseriscono in un percorso più ampio che vede StreetLib da anni impegnata nello sviluppo di infrastrutture digitali per l’editoria globale.

È proprio da questa visione che nasce anche Amlet, la piattaforma dedicata alla registrazione, gestione e licenza dei contenuti digitali per l’AI economy, con cui StreetLib ha recentemente avviato una nuova partnership strategica.

L’obiettivo è fornire ad autori ed editori strumenti concreti per:

  • proteggere le proprie opere nell’ecosistema dell’intelligenza artificiale
  • tracciare l’uso dei contenuti
  • valorizzarli economicamente nel rispetto delle normative europee sui diritti digitali

Un futuro in cui tecnologia e creatività crescono insieme

Come emerso dal confronto con professionisti del settore al BISG, il futuro dell’editoria non passa da un contrasto tra AI e creatività umana, ma dalla costruzione di infrastrutture che permettano a entrambe di evolvere in modo sostenibile.

Un’AI che si fonda su contenuti di qualità, rispettando i diritti di chi li crea, può diventare un alleato per la diffusione della conoscenza e per nuove opportunità economiche.

Ed è su questa visione che StreetLib continua a investire, portando l’esperienza internazionale del suo CEO nei luoghi in cui si stanno definendo le regole del publishing del futuro.

Se vuoi approfondire questi temi e capire meglio come sta evolvendo il rapporto tra editoria e intelligenza artificiale, sul blog trovi anche un’intervista a Giacomo D’Angelo in cui racconta la nascita di Amlet e la visione dietro il primo registro pubblico per il Text & Data Mining.

E se preferisci un formato più pratico e concreto, puoi rivedere il webinar del ciclo StreetLib Explore dedicato proprio ad Amlet e alla partnership con StreetLib: StreetLib Explore #29 | L’impronta digitale dei tuoi libri: AI, TDM e la nuova protezione con Amlet